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07 Set 2010 |  13:45  
 

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Nomadi: La Martora, abbattute le prime baracche
Inviato da : Redazione Mercoledì, 21 Luglio 2010 - 15:08
LE NOTIZIE DALLA CITTA' TIBURTINA Trasferite dal campo Rom 50 persone

Iniziato stamattina con la demolizione delle prime baracche ed il trasferimento di 50 persone nei centri di accoglienza del comune di Roma, lo sgombero del campo rom de La Martora, abitato complessivamente da circa 350 persone. Entro l'estate, secondo quanto programmato dall'amministrazione, si arriverà alla chiusura definitiva.

Molti i nomadi che hanno atteso l'arrivo del sindaco contenti di trasferirsi in un altro posto, perchè "io per i miei figli non voglio questo", afferma un anziano abitante del campo che a La Martora vive da trent'anni. "Le miei figlie - prosegue ancora - non vedono l'ora di andare via. Vanno a scuola e come possono invitare le proprie amichette di classe a giocare qui? Ho accettato subito l'invito del Comune di trasferirci, io vado dove loro mi dicono".

Con lo spirito di chi sta andando in luogo "più accogliente ed umano", dicono ancora, hanno preso positivamente la notizia del trasferimento, anche se tra le baracche, i cumuli di sporcizia e materiali bruciati, una signora grida, arrabbiata perchè non vuole andare via. "Sono malata - dice - devo fare la dialisi e se mi mandano via come faccio a curarmi. Se poi ci mandano a Pontina, lì non c'è neanche l'acqua".

Presenti nel campo, oltre alle forze dell'ordine, la polizia municipale ed i rappresenti delle associazioni che operano con la popolazione rom, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, l'assessore capitolino alle Politiche Sociali, Sveva Belviso, il prefetto Giuseppe Pecoraro, il delegato del sindaco per la sicurezza Giorgio Ciardi ed il presidente del V municipio, Ivano Caradonna.

"Dopo la chiusura del Casilino 900 - afferma Alemanno - questo è il secondo campo tollerato che viene cancellato. Questo vuol dire che il piano nomadi elaborato dal prefetto, in collaborazione con il Comune, è una realtà importante che sta cambiando il volto della città: stiamo portando via persone da condizioni invivibili, senza nessuna garanzia di legalità e sicurezza in campi perfettamente attrezzati. Basta guardarsi intorno per vedere le condizioni infernali in cui vive questa gente".

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