Ancora sit in a Montecitorio
"La legge sulle intercettazioni è stata massacrata da tutti gli interventi» che ha subito «e sono tentato dal ritirarla". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi parlando ieri alla Farnesina.
E' iniziata intanto la veglia no stop del 'popolo viola' davanti a Montecitorio in attesa della decisione della conferenza dei capigruppo sulla calendarizzazione del ddl intercettazioni. A piazza Montecitorio si sono dati appuntamento oltre al popolo viola, la Fnsi, la Cgil e le forze politiche e dell'associazionismo che si oppongono al ddl del Governo.
"Fnsi ed il 'Comitato per la liberta' e il diritto all'informazione e alla conoscenzà (a cui fanno riferimento decine e decine di associazioni, movimenti e sindacati) - ricorda il sindacato dei giornalisti- invitano giornalisti e singoli cittadini ad essere in piazza Montecitorio in contemporanea con l'avvio del dibattito sul ddl intercettazioni nell'aula della Camera. Nonostante gli emendamenti votati dalla Commissione Giustizia della Camera per le parti riguardanti il lavoro dei giornalisti possano essere considerati positivi, da soli non possono nascondere i pericoli ancora insiti nel testo. Inoltre l'immotivata sottomissione dei blog alle stesse regole dell'informazione professionale che tanto scalpore sta creando nel Paese ed i tagli all'editoria cooperativa, no profit, di idee e di partito che già stanno creando chiusure, sospensioni e perdite di posti di lavoro creano preoccupazione su preoccupazione".
Il sindacato dei giornalisti ed il 'Comitato per la libertà e il diritto all'informazione e alla conoscenzà da sempre sostengono che "la drastica decurtazione dei finanziamenti pubblici è il bavaglio più letale, così come gli insopportabili tagli alla cultura e allo spettacolo. Il presidio di domani davanti alla Camera dovrà riaffermare la forza e la giustezza dell'alleanza tra informazione, cultura ed opinione pubblica contro chi vuole scippare il diritto-dovere di informare ed essere informati".
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